L'impianto sveviano-aragonese a sperone
Il castello assunse la sua configurazione attuale sotto il regno di Federico II, con la costruzione della Terza Cinta muraria, realizzata tra la metà del XIII e gli inizi del XIV secolo. Nel Quattrocento il sistema difensivo fu ulteriormente aggiornato con l’introduzione di postazioni per l’artiglieria, adeguando la fortezza alle nuove tecniche di guerra.
Estesa verso est e sviluppata su una superficie di circa 7.000 metri quadrati, la Terza Cinta presenta una caratteristica forma a sperone che culmina nella Torre a Rondella. Sul lato meridionale, sette torri "spezza-tratta" rafforzano la cortina muraria e consentono il tiro di fiancheggiamento, secondo i principi dell’architettura militare angioino-aragonese.
Fulcro dell’intero sistema difensivo è la Torre a Rondella, struttura cilindrica su base scarpata che conserva ancora cannoniere, feritoie e altri elementi destinati alla difesa ravvicinata. L’ampio spazio racchiuso dalla cinta aveva una funzione esclusivamente militare e costituiva l’ultimo baluardo della fortezza.
Ancora oggi la torre domina la Valle dell’Irno e rappresenta una delle testimonianze più significative dell’evoluzione delle tecniche difensive medievali nel Mezzogiorno d’Italia.
Questa è l'ultima grande trasformazione del castello, voluta da Federico II e completata nei due secoli successivi. Sette torri lungo il lato sud non sono casuali: ognuna copre il tiro della successiva...
Le Maestose Mura Fortificate e la Torre a Rondella (Torre Mastio) — clicca il marker per i dettagli.
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