Riserva idrica e cuore tecnico della cittadella
Nel 1064, al seguito di Roberto il Guiscardo, Troisio insediò la propria dimora nell'antica terra dei Rota, edificando la fortezza sulla collina del Parco. La conformazione della collina garantiva il controllo delle valli, ma l'area era priva di sorgenti: per questo l'intera fortificazione fu dotata, fin dall'origine, di cisterne in ogni ambiente.
La Cisterna Grande è accessibile da un corridoio a volta lungo circa 15 metri, alto 2,50 m, con 4 feritoie difensive sul lato esterno. Il vano di raccolta ha volta a botte, altezza 5 m, pianta 8×6 m. Le pareti sono perfettamente intonacate; i canali sommitali raccolgono ancora oggi l'acqua piovana. L'impianto è ancora oggi perfettamente funzionante. Posizionata a ridosso della cittadella nobile, garantiva alla famiglia e alla corte la riserva d'acqua indispensabile in caso di calamità o assedi.
Quella che state vedendo è una delle opere ingegneristiche più sorprendenti del castello. Una cisterna che funziona, ininterrottamente, da quasi mille anni. Quando Troisio scelse questa collina, capì subito che il punto debole era l'acqua...
La Cisterna Grande — clicca il marker per i dettagli.
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