Capolavoro della scultura gotica napoletana del Trecento
La fondazione della Chiesa e del Convento di Sant’Antonio risale al 6 agosto 1358, per volontà di Tommaso III Sanseverino, come attestato da una bolla di Papa Innocenzo VI. Il complesso nacque in origine in stile gotico e rappresentò uno dei principali insediamenti francescani del territorio. A seguito della catastrofica alluvione del 1745, l’edificio medievale crollò quasi interamente e fu ricostruito nel 1760 in forme neoclassiche, conservando tuttavia alcune testimonianze della struttura originaria, in particolare nel chiostro e in alcuni elementi architettonici superstiti. L’opera più significativa custodita all’interno della chiesa è il mausoleo di Tommaso III Sanseverino, collocato in un’ampia nicchia del presbiterio. Realizzato in marmo finissimo, il monumento fu eretto subito dopo la sua morte, avvenuta nell’aprile del 1358, quando il conte fu sepolto nel complesso da lui stesso fondato. Il sarcofago, di straordinaria qualità scultorea, è sostenuto da quattro figure angeliche che rappresentano le virtù della Fortezza, Temperanza, Giustizia e Fede. I bassorilievi frontali raffigurano la Madonna con il Bambino circondata da sei santi, mentre la figura del defunto è rappresentata giacente con il saio francescano, secondo un’iconografia ispirata alla tradizione imperiale. Attribuito a maestranze formatesi nella bottega dei fratelli Pacio e Giovanni Bertini, il mausoleo è considerato una delle più alte espressioni della scultura gotica napoletana del secondo Trecento e presenta forti analogie con il monumento funebre di Roberto d'Angiò in Santa Chiara a Napoli. Il mausoleo è stato oggetto di un accurato restauro nel 2015, che ha restituito piena leggibilità all’opera e ne ha preservato il valore storico e artistico. La chiesa conserva inoltre un pregevole soffitto ligneo a cassettoni, interamente dipinto a tempera, che incornicia la monumentale tela della Gloria della Vergine, realizzata nel 1731 dal pittore Michele Conforti. Di particolare interesse è anche l’affresco che protegge l’antico armadio delle reliquie, incassato nel muro e destinato alla custodia dei busti lignei dei santi. All'interno del complesso è inoltre conservata una tavola della Vergine risalente al XVII secolo.
Piazza Dante, 9, 84085 Mercato San Severino SA, Italia